martedì, febbraio 20, 2007

IL RUOLO DELLA POLITICA...DIATRIBA BENIGNI-DILIBERTO

Ad un convegno intitolato "per non dimenticare" Oliviero Diliberto attacca l' Oscar di Roberto Benigni "la vita è bella è un falso storico con lo scopo di compiacere gli americani e vincere l'Oscar" queste le parole di Diliberto che aggiunge " nel film chi è che libera Auschwitz? Gli americani. Ma è un falso clamoroso. Viene cambiata lo storia affinché il film possa essere venduto in America e, come è stato vincere l'Oscar".
Credo che non spetta a me difendere Roberto, anche perché ci ha pensato da solo replicando a Diliberto e dicendo " il lo stimo, e so che è un uomo intelligente, mi stupisco quindi che abbia detto una cosa superficiale. Non abbiamo pensato all'America quando abbiamo fatto il film, non pensavamo neanche di arrivare a San Salvador, in più il film non parla di Auschwitz, e infatti attorno al campo nel film ci sono i monti che in realtà non ci sono. Quello è ' IL campo di concentramento'perchè qualsiasi campo contiene l'orrore di Auschwitz, non uno o un altro. E conclude con una battuta...Un falso storico, questo si, sarebbe se io dicessi che Diliberto andrà a Vicenza a manifestare contro un campo russo. Però..mi fa piacer che ci vada.." Tutto questo, che sembra una semplice polemica come tante, racchiude invece una grande verità. La sinistra, intesa come insieme di vedute di tipo utopistico, non è in grado di stare assieme, ma soprattutto non è in grado di valorizzare le cose belle che sono all'interno di essa. La politica fa un grande errore quando prende le distanze dalla 'cultura' con la C maiuscola. Non quella degli intellettuali di sinistra, che ce ne sono tanti, arroccati spesso in visioni fantasiose spesso fuori dal quotidiano, ma quella della cultura del popolo. La cultura delle persone come Benigni, che vengono dalla terra, dalla povertà, che credo abbiano ancora certi valori e che riescono ad esprime pensieri così complessi in modo così semplice ed affascinante.
Io sono stato ad Auschwitz, e quello che ho visto rimarrà sempre dentro di me. E non importa che siano stati gli Americani a liberare questo campo, il più rappresentativo, ma non l'unico, o i Russi. E non importa che ora gli stessi Israeliani, tengano rinchiusi i palestinesi, in campi, diversi da quelli di concentramento, ma nello stesso tempo privi della stessa espressione di libertà.
Ahimè l'uomo è lo stesso, che sia Russo, Americano o Palestinese o Isreliano. Sono le singole coscienze che devono cambiare rispetto a certe tematiche come quella della pace.
Criticare un artista, è sempre pericoloso, perchè è l'unica persona che può smuovere queste coscienze, perchè riesce, anche se per pochi momenti, a tirar fuori la vera essenza della vita, cioè la stessa arte.
Tutti quindi siamo in grado nel nostro piccolo, di fare arte, e quindi utopisticamente un mondo migliore è possibile.
Il ruolo della politica quindi è anche questo, saper valorizzare l'arte.

Lorenzo Soricelli

2 commenti:

Silvia Green ha detto...

Parole sagge... concordo pienamente su tutto!! Inoltre citerei anche il resto dell'articolo, ovvero le parole che il Premio Nobel per la letteratura Imre Kertesz, ungherese sopravvissuto ad Auschwitz, ha dedicato alla Vita é Bella: "C'è una verità più profonda della correttezza formale, che nell'arte non ha senso. Lo spirito e l'animo del film sono autentici. 'La Vita è Bella' ci tocca con la forza della magia e della favola, entra in noi nel profondo e non ci lascia più".

Led ha detto...

Ho letto questa vicenda nel'ultimo libro di Pansa senza che però l'autore rivelasse la risposta di Benigni. Anche io ho pensato alla stessa risposta che poi ha effettivamente dato, non ricordandomi in nessuna occasione che quel campo fosse quello di Auschwitz, bensì un campo rappresentativo di tutti gli altri. La politica dopo aver toccato il fondo sta iniziando a scavare scendendo sempre più in basso, se si attacca a queste quisquilie e producendo tralaltro notizie di una imprecisione unica.