martedì, febbraio 27, 2007

FROM HOLLYWOOD TO CINECITTA'

L'Orchestra AgimusArte ci fà rivivere le stupende sonorità delle musiche de La vita è Bella composte da Nicola Piovani...

Orchestra AgimusArte plays some of most famous soundracks (here Piovani's Life is beautiful arranged by Andrea Farolfi)


lunedì, febbraio 26, 2007

DA TUTTODANTE A MONTECATINI - LA RISSA ALLA CASA DEL POPOLO

Il buon Roberto è dedito raccontare anedditi sulla casa del popolo e su i personaggi che c'erano a Vergaio nella sua adolescenza.
Sono poi quei personaggi che ritroviamo in tutta Italia, nei paesi, potrei riconoscerli e rivederli anche qui dove abito io, sono quelle persone, semplici ma vere...personaggi del popolo....

venerdì, febbraio 23, 2007

L'ORRORE PIU' GRANDE E' L'INDIFFERENZA

La grande ironia di Roberto nei suoi spettacoli di TUTTODANTE quando parla di dell'Evangelico Berlusconi! :-) unita a una sana riflessione sull'indifferenza.

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martedì, febbraio 20, 2007

IL RUOLO DELLA POLITICA...DIATRIBA BENIGNI-DILIBERTO

Ad un convegno intitolato "per non dimenticare" Oliviero Diliberto attacca l' Oscar di Roberto Benigni "la vita è bella è un falso storico con lo scopo di compiacere gli americani e vincere l'Oscar" queste le parole di Diliberto che aggiunge " nel film chi è che libera Auschwitz? Gli americani. Ma è un falso clamoroso. Viene cambiata lo storia affinché il film possa essere venduto in America e, come è stato vincere l'Oscar".
Credo che non spetta a me difendere Roberto, anche perché ci ha pensato da solo replicando a Diliberto e dicendo " il lo stimo, e so che è un uomo intelligente, mi stupisco quindi che abbia detto una cosa superficiale. Non abbiamo pensato all'America quando abbiamo fatto il film, non pensavamo neanche di arrivare a San Salvador, in più il film non parla di Auschwitz, e infatti attorno al campo nel film ci sono i monti che in realtà non ci sono. Quello è ' IL campo di concentramento'perchè qualsiasi campo contiene l'orrore di Auschwitz, non uno o un altro. E conclude con una battuta...Un falso storico, questo si, sarebbe se io dicessi che Diliberto andrà a Vicenza a manifestare contro un campo russo. Però..mi fa piacer che ci vada.." Tutto questo, che sembra una semplice polemica come tante, racchiude invece una grande verità. La sinistra, intesa come insieme di vedute di tipo utopistico, non è in grado di stare assieme, ma soprattutto non è in grado di valorizzare le cose belle che sono all'interno di essa. La politica fa un grande errore quando prende le distanze dalla 'cultura' con la C maiuscola. Non quella degli intellettuali di sinistra, che ce ne sono tanti, arroccati spesso in visioni fantasiose spesso fuori dal quotidiano, ma quella della cultura del popolo. La cultura delle persone come Benigni, che vengono dalla terra, dalla povertà, che credo abbiano ancora certi valori e che riescono ad esprime pensieri così complessi in modo così semplice ed affascinante.
Io sono stato ad Auschwitz, e quello che ho visto rimarrà sempre dentro di me. E non importa che siano stati gli Americani a liberare questo campo, il più rappresentativo, ma non l'unico, o i Russi. E non importa che ora gli stessi Israeliani, tengano rinchiusi i palestinesi, in campi, diversi da quelli di concentramento, ma nello stesso tempo privi della stessa espressione di libertà.
Ahimè l'uomo è lo stesso, che sia Russo, Americano o Palestinese o Isreliano. Sono le singole coscienze che devono cambiare rispetto a certe tematiche come quella della pace.
Criticare un artista, è sempre pericoloso, perchè è l'unica persona che può smuovere queste coscienze, perchè riesce, anche se per pochi momenti, a tirar fuori la vera essenza della vita, cioè la stessa arte.
Tutti quindi siamo in grado nel nostro piccolo, di fare arte, e quindi utopisticamente un mondo migliore è possibile.
Il ruolo della politica quindi è anche questo, saper valorizzare l'arte.

Lorenzo Soricelli

lunedì, febbraio 19, 2007

PER CONTATTARMI

Se avete, video, scritti o qualsiasi tipo di documento che volete pubblicare nel blog.

SCRIVETE A:

lorenzo.sorri@gmail.com

grazie

Lorenzo

domenica, febbraio 11, 2007

Roberto Benigni Best Actor 1999 Oscars Academy Awards

Complete version of academy awards for the Best Actor.
EXTRAORDINARY

Straordinaria esibizione di Roberto, un tumulto di passione e di amore espressa, nella versione completa dell'Oscar come migliore attore!!

mercoledì, gennaio 31, 2007

QUANTO TI HO AMATO..

Quanto ti ho amato e quanto t'amo non lo sai..e non lo sai perche non te l'ho detto mai..nell'amore le parole non contano...conta la musica...

La persona giusta forse è proprio quella che risce a carpire la musica nel silenzione delle parole...

A BENIGNI LAUREA HONORIS CAUSA UNIVERSITA' LOVANIO

(AGI) - Roma, 29 gen.- Il due febbraio prossimo l'Universita' Cattolica di Lovanio (Belgio) conferira' a Roberto Benigni (a David Grossman, scrittore, Rem Koolhaas, architetto, e Sigiswald Kuijkens, musicista) la Laurea "Honoris Causa" per i suoi meriti sia nel mondo cinematografico sia per il suo impegno nella diffusione della poesia e della Divina Commedia in particolare.
Il tre febbraio, in occasione della cerimonia per la nomina del professor Franco Musarra, docente di Letteratura italiana nella stessa universita', a professore emerito, Roberto Benigni recitera' il quinto canto dell'Inferno ed alcune poesie dal 'Porto sepolto' di Giuseppe Ungaretti e sara' introdotto da Umberto Eco, che ha avuto lo stesso riconoscimento a Lovanio nel 1985. La Laurea Honoris Causa dell'Universita' di Lovanio viene data il 2 febbraio, giorno della fondazione dell'Ateneo nel 1425 ed ha tra i suoi dottori vari premi nobel e specialisti di alto livello nei vari campi dalle discipline scientifiche ed umanistiche. Tra i laureati basta ricordare J.
Derrida, E. Levinas, J. Le Goff , E. H. Kossmann, J.
Wozniakowski, l'arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero, il teologo E. Schillebeeckx, Ionesco, Mario Vargas Llosa, G. Billanovic, G. Tucci, Mary-Claire King, R.Gallo, N.
Luhmann, K. A. Muller, P. G. De Gennes, e politici come J.
Delors, T. Mazowiecki, H. Schmidt. (AGI)

FONTE agi.it

martedì, gennaio 23, 2007

Roberto Benigni parle de sa première fois ainsi qu'il y a rien de mauvais chez les italiens

Esilerante show del nostro Roberto ad una tv francese!

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mercoledì, dicembre 27, 2006

BENIGNI PARLA DE LA TIGRE E LA NEVE - BENIGNI SPEAKS ABOUT THE TIGER AND THE SNOW

Benigni parla alla tv tedesca riguardo il film la tigre e la neve, tu Miriam sei la tigre e la neve insieme...

Benigni speaks to the German tv about the film the tiger and the snow, Miriam you are the tiger and the snow all together...

A GRANDE RICHIESTA, BENIGNI VINCE L'OSCAR E CAMMINA SULLE POLTRONE

Gli ultimi dieci anni dell’Oscar. La simpatia di Billy Crystal, a lungo conduttore della cerimonia e l’incontenibile gioia di due dei più esuberanti vincitori del premio, Cuba Gooding Jr. per ‘Jerry Meguire’ e il nostro Roberto Benigni per ‘La vita è bella’.

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INTERVIEW WITH ACTRESS NICOLETTA BRASCHI

Interview with actress Nicoletta Braschi

LOOK THE CLIP

INTERVIEW TO ROBERTO BENIGNI IN BERLIN

LOOK THE CLIP

NEWS FOREIGN SECTION

New foreign section with all clips and the interviews in Enghish.

domenica, dicembre 24, 2006

BENIGNI PARLA DELLA PREPARAZIONE AL FILM " LA VITA E' BELLA"

Roberto parla della preparazione al film de " la vita è bella", dell'idea che ha avuto con Vincenzo Cerami e dell'esperienza del padre nei campi di lavoro tedeschi durante la guerra.
"Robero è un meraviglioso sgorbio della natura, un antifascista fisico per eccellenza....

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venerdì, dicembre 22, 2006

ROBERTO BENIGNI A BOLOGNA



Ieri sera sono stato allo spettacolo di Benigni a Bologna, dal titolo TuttoDante. Il comico ha letto e interpretato il canto V, quello dei lussuriosi e dove si parla di Paolo e Francesca. Ha poi recitato tutto il canto, praticamente a memoria, in un momento di una intensità spaventosa.
Il tutto preceduto da più di mezz’ora di spettacolo comico sullla politica (Romano Prodi, Clemente Mastella, Berlusconi, e molti altri i suoi bersagli) e l’attualità e da una introduzione al medioevo, a Dante, al Dolce Stil Novo che ha lasciato intendere un amore ed una passione smisurati per questo poeta, amore che ha saputo regalare anche al pubblico.

Non posso certo pretendere di riuscire a trasmettere anche solo un flebile riflesso di quello che ci ha trasmesso lui, ma ci sono alcuni concetti che mi sono rimasti impressi. Ho dovuto accendere il cellulare per segnarmeli, tanta era la paura di dimenticarmeli.

Benigni sosteneva che La Commedia è stata scritta non tanto con in mente che Dio esiste, quanto piuttosto con la convinzione che Dio deve esistere. Diceva che va bene per chi crede e per chi non crede, perché parla prima di tutto di noi, dell’uomo, dei nostri istinti più bassi e della possibilità per ciascuno di elevarsi e nobilitare la proprio vita, perché insieme agli istinti più bassi, l’Inferno, portiamo dentro anche la nobiltà d’animo, il Paradiso. Benigni dice che lui la vita la vuole vivere fino in fondo, e la vuole vivere bene non tanto perché Dio esiste, ma piuttosto perché dovrà ben esserci qualcosa, se dentro di noi sentiamo tutte queste emozioni grandissime.

Mi ha colpito anche l’elogio a Gesù. Benigni ci ha ricordato che prima di lui il senso dell’amore come carità e pietà non esisteva. Non esisteva. Neppure Seneca era arrivato a condannare completamente gli spettacoli del Colosseo ed era normale picchiare gli schiavi, colpire la gente per strada che non si reggeva in piedi. Gesù ci dà un comandamento nuovo, che prima non esisteva, quello di amarsi. E in questo modo rivoluziona il mondo, sia che si creda alla sua natura divina, sia che non ci si creda.

Questo per dire che non tutte le emozioni ed i sentimenti, che pure ci portiamo dentro e siamo capiaci di provare, ci sono noti. Li portiamo dentro, ma se nessuno ce le indica non li vediamo. Così anche Dante e gli altri poeti della sua epoca ci hanno insegnato l’amore, hanno elevato le donne a livelli prima impensabili: la prima anima che parla nella Commedia è una donna, che fa un monologo lunghissimo ed era una cosa scandalosa; Dante, spaventato, si lascia convincere da Virgilio a iniziare il suo viaggio nell’Inferno grazie alla promessa di incontrare tre donne; per non parlare di tutto il resto che Dante ha scritto su Beatrice, riuscendo a descriverci la sua smisurata passione per lei, insegnandoci questo modo di amare che prima non esisteva.

Siamo quello che siamo, pensiamo quello che pensiamo, grazie alle persone che ci hanno preceduto e donato parte di loro al mondo.

TRATTO DA il blog di settolo

http://www.settolo.it

giovedì, dicembre 14, 2006

BENIGNI: IL PRIMO MIRACOLO DI GESU'

E' bella l'umanità di Gesù Cristo, è la cosa più divina che c'è al mondo,e il primo miracolo di Gesù..

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INDENTIKIT DI UNA MUSA ISPIRATRICE

Esistono ancora le muse ispiratrici, ossia persone che ispirano emozioni ed idee a qualcuno? Nel passato le muse erano donne che ispiravano poesie ai poeti e ora a distanza di secoli le cose sembrano non essere cambiate.
L’esempio più eclatante è Nicoletta Braschi la musa che ha ispirato tanti film del marito-poeta Roberto Benigni.
Ma chi è Nicoletta Braschi?
E’ forse la maestrina che ha fatto innamorare Guido Orefice? Oppure è la fatina di Pinocchio? O ancora Vittoria, la donna per la quale Attilio ha affrontato la guerra in Iraq per andarla a salvare?
Benigni, in qualsiasi intervista gli si chieda di sua moglie, la definisce una musa e stando a quanto racconta nei suoi film io credo che la consideri non solo come tale, ma anche la forza che move il sole e l’altre stelle.
Questa forza è l’Amore e Nicoletta rappresenta la forza di Roberto Benigni.
Nicoletta Braschi è una donna dai mille volti: è timida e fragile ma sembra avere la forza e determinazione di una tigre, è riservata ma fa un lavoro che purtroppo la costringe a volte a scendere a compromessi; ha una grande umanità e una grande saggezza di chi ha sofferto tanto ma anche di chi ha avuto tutto dalla vita.
Io l’ho incontrata in varie occasioni, ma la volta che mi ha dato più emozione è stata a Cesena quando venne a ritirare un premio nel dicembre del 2005.
Quando finì la premiazione, lei si allontanò e andammo in una stanza dove c’era la stampa e lei rilasciò delle dichiarazioni; successivamente mi dedicò un po’ di tempo in cui le parlai del mio progetto di fare un film.
Ho potuto constatare come lei, ma anche Benigni siano persone come noi, ma che a differenza nostra dedicano la loro vita a rendere quella degli altri più leggera attraverso i loro sogni.
L’arte di sognare l’ho imparata da loro anche se in qualche modo mi è sempre appartenuta, ma non ne sapevo riconoscere la magia.
A Nicoletta, penso che il personaggio della fatina, le stia bene perché credo che abbia fatto una doppia magia: su Benigni perché come si dice”dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” e una sul pubblico che la ama e la segue sempre con tanto entusiasmo.
Mi piacerebbe molto avere una bacchetta magica per poter ricambiare nel miglior modo possibile questi regali che, sia Nicoletta che Roberto, ci donano nel corso degli anni.
In fin dei conti Nicoletta non è solo la musa del marito, ma rappresenta un esempio di grande femminilità per tutte le donne e un esempio di grande bravura artistica per tutte le aspiranti attrici.
Possiede infatti tutte le capacità che una grande attrice deve avere cioè riesce a passare da ruoli di “fatina” inteso come un personaggio che affascina a ruoli da zitella in maniera semplice.
Il dono più grande che queste persone hanno è il riuscire ad arrivare direttamente al cuore della gente con un linguaggio semplice.


Mariangela Galotto

BENIGNI: QUI IL CANTO DEI LUSSURIOSI LO METTO IN PRATICA

Nella tappa bolognese di 'Tuttodante', il comico toscano si presenta
come un piccolo diavolo e dispensa battute alla città. Ad
applaudirlo ci sono anche Lucio Dalla e Vincenzo Cerami


Bologna, 14 dicembre 2006 - «VI AMO, boia veh, vi lecco tutti uno
per uno. Io qui il canto dei lussuriosi lo metto in pratica». Ma
prima di vestire i panni dell’“umile servo di Dante”, si presenta
come un piccolo diavolo Roberto Benigni per la sua tappa bolognese
del “Tuttodante”. La consueta marcetta con la musica scoppiettante
in sottofondo.

Battute a raffica, dedicate alla città. La prima per Prodi: «Romano,
vieni eh a vedermi? Lui: certo, dove? Io: al Motor Show. Lui: ah,
no, ho un impegno». E il pubblico è già ‘caldo’, in meno di un
minuto di show. «Come va qui a Casalecchio? E laggiù, a
Castelmaggiore?», incalza i diecimila assiepati sulle gradinate
urlando e saltellando mentre a pochi minuti dalle 22 c’è ancora
gente in fila fuori dal palazzetto. Ad applaudirlo c’è anche il suo
alter ego artistico, lo sceneggiatore Vincenzo Cerami: «Robertone in
questa terra sensuale non poteva che recitare il canto V
dell’Inferno, quello dei lussuriosi. Chissà — si chiede lo scrittore
— in quale girone dell’Inferno metterà Cofferati?».

Ma il sindaco non c’è. «Ha disdetto ieri nel tardo pomeriggio»,
spiegano gli organizzatori. Però, prima dello spettacolo, il primo
cittadino è andato nell’hotel del premio Oscar per un saluto veloce.


NELLA PRIMA PARTE di “Tutto Dante”, la lettura della Divina Commedia
che il comico toscano sta mettendo in scena nei palazzi dello sport
di tutt’Italia, Benigni omaggia a modo suo la città che lo ospita.
Usa il bastone: «Porca vacca, sapeste quanti bolognesi ci sono nel
girone dei ruffiani». Poi la carota: «Però ogni volta che passo di
qui, mi garba tanto che non so come esprimervi il mio amore immenso.
Dante, sapete — alza il tono — s’è fermato un bel po’, proprio qui,
al PalaMalaguti».

Il pubblico ghigna. Siede sotto il palco il ministro della Pubblica
istruzione, Giuseppe Fioroni. Dalla platea applaudono il prefetto
Vincenzo Grimaldi e Lucio Dalla. Biagio Antonacci confida: «Lo
sapevo, è straordinario». Esilarante quando punta sull’attualità.
Poteva mancare Berlusconi? «Per cinque anni ho preso in giro il
Governo. Ora per par condicio — deduce beffardamente Benigni — devo
criticare l’opposizione. Senza Silvio, d’altronde, per i comici non
c’è lavoro. Io mi sono dovuto buttare su Dante. Torna, Berlusconi!
Ha parlato di ammazzare il vitello grasso. Non capisco perché queste
minacce a Giuliano Ferrara». E con la politica continua a giocare a
lungo: «Pensate che gli italiani continuano a preferire Prodi
nonostante la finanziaria». Poi si mette le mani nei capelli:
«Scaramella, caramella, ma che è? Una filastrocca? Non ci sono più
le spie di una volta…».

DAL PIANO NAZIONALE passa poi al locale. «Si narra — butta lì,
introducendo così la parte dello show dedicato all’Alighieri — che
Dante quando è venuto a Bologna si sia incantato nel vedere la
Garisenda. Solo che nello stesso istante è passata la donna con il
di dietro più bello della città. Allora, boia veh, quanto s’è
pentito». Perché Dante è così per Roberto Benigni: «Uno come noi,
mica narrava di Ulisse e i miti, lui raccontava la gente vera, come
voi, bolognesi».

L’AMORE per il sommo poeta traspare da ogni parola: «La Divina
Commedia è l’opera più grande di tutti i tempi, di tutto il mondo.
Non ha pari — e scoppia l’applauso —. In questo libro non c’è solo
la teologia. E’ un libro scritto per gli occhi di una donna,
Beatrice. Perché se la penna non è intinta nello sguardo di una
donna non c’è arte. E per Dio è lo stesso». Alterna il tono sublime
con cui legge le terzine dell’Alighieri a quello provocatorio. Il
palazzetto è completamente rapito. «La poesia — dice non è solo
nella penna di chi scrive ma anche nelle orecchie di chi ascolta». E
tutti si si ‘calano’ nel quinto canto dell’Inferno. Ecco i
lussuriosi, ecco spuntare Minosse, Didone, Cleopatra, Paolo e
Francesca. I versi immortali, a cominciare da quell’amor c’ha nullo
amato amar perdona che Benigni traduce così: «Se tu ami qualcuno, il
tuo amore esisterà sempre. E l’amore non abbandona gli innamorati
neanche all’inferno». Silenzio totale. L’emozione è palpabile. Ora
c’è solo Robertone nazionale, nudo (non fisicamente, ovviamente)
davanti a Dante. E alla fine il palasport esplode in un’autentica
ovazione.


di Marcella Cocchi
iL RESTO DEL CARLINO

SI C'ERO ANCH'IO A BOLOGNA!

Non potevo mancare al tuo spettacolo qui nella mia città.
Difficile poter scrivere ciò che ho provato ieri sera, uscito dal palazzetto avevo quella sensazione di sazietà, un riempimento dell'anima.
Sì Roberto sei andato ad accarezzare quella parte di me più nascosta, la parte più bella, quella parte fiabesca che si ritrova nei bambini, semplice ma nello stesso tempo così profonda che ti viene da buttarti dentro senza la minima paura, un tuffo nell’umorismo, nella passione e nella spensieratezza che ti lava e ti purifica corpo e anima.
Se questa parte nascosta fosse da tutti notata per almeno un secondo, troveremmo nuove forze per rendere il mondo migliore, almeno nel nostro immaginario.
Parafrasandoti riguardo a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, se uno guarda uno spettacolo di Roberto Benigni, il giorno dopo non è più quello del giorno prima.
Con stima.

Lorenzo

http://tuttobenigni.blogspot.com